Lettera aperta del Maestro Maltoni

20/09/2009

Lettera aperta del Maestro Maltoni

Pensieri e parole per i miei allievi.

Ho seguito per 50/60 gg. un evento naturale e  straordinario. Uno straordinario ciclo della vita: un nido di falco. Voli nuziali, scelta fra i protagonisti - nido - uova - schiusa - crescita dei piccoli. Poi un giorno, li ho visti partire, volare e entrare nel mondo. Mi sono scoperto a trepidare per loro, per i loro errori o per le loro incertezze. In capo  ad una settimana erano perfettamente integrati nella vita. La natura ha riservato ad ogni vivente cicli propri, quindi questi percorsi, che per noi richiedono decenni, per un falco durano 50/60 gg. Deve forse apprendere poche nozioni ma lo deve fare in modo da non commettere mai errori. L'errore può essergli fatale, ho guadagnato nel tempo la loro confidenza, senza mai toccarli, sono riuscito ad avvicinarmi moltissimo a loro. I loro occhi sono la loro storia. Prima dubbiosi, titubanti, incerti, poi è subentrata la conoscenza, il rispetto. La loro fiducia aumenta con l'aumentare della loro sicurezza. Due giorni dopo il primo volo ti sentivi i loro occhi penetrare nella mente e la loro sicurezza era oramai totale. Per vivere devono uccidere, non c'è compromesso nella loro vita. O la prendi o la dai. È solo istinto o è educazione. Ho visto falchi nelle sagre paesane o nelle gare su selvaggina liberata. Li ho visti abbattere per abitudine o per lavoro ed ho visto i loro occhi cambiare. Le certezze dell'animale, solo contro il mondo, si spengono, escono degli occhi terribili e profondi del selvatico.

Ho pensato ai miei figli, ai miei allievi, a tutti coloro che ho avvicinato nella mia veste di insegnante o maestro. Ho visto poche volte, nei loro occhi, le certezze del falco, la fiducia nelle proprie conoscenze, nelle proprie capacità. Ho visto molti, troppi, perdersi in un mare di conoscenze, di fatti e cose che li coinvolgono ma che non vengono accettati e capiti.

Ho visto tanto e ho capito solo poche cose. Ho capito che molti, troppi, cercano di costruirsi intorno una corazza che li protegga. Che li preservi da ciò che li circonda e a cui non partecipano. Come per il falco è uccidere, per l'uomo è partecipare.

Partecipare alla vita con poche certezze, ma con sincerità e coraggio, con la volontà tesa a raggiungere i propri traguardi nel rispetto di tutti. Partecipare non combattere.

Anni fa scelsi per la palestra uno slogan che mi piace sempre di più...diceva ...."per poter sempre scegliere". Senza incertezze e con la consapevolezza che nessuno potrà mai condizionarti.

Tante conoscenze sono, a volte, nozionismi. Il rispetto di te stesso e degli altri è cultura.

Saluti

Maestro Antonio Maltoni

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Tetsuji Murakami

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